Il gioco del mimo e delle marionette

MIMO E MARIONETTE

  • Teatralità

La parola teatro deriva dal greco “teatron”e significa luogo degli sguardi.  In questo gioco c’è molta teatralità poichè i due compagni devono capirsi l’uno con l’altro attraverso lo sguardo e il movimento del proprio corpo. Si tratta di un gioco simbolico, come il teatro, in quanto ognuno assume un proprio ruolo entrando in relazione e guidando il proprio corpo. Il corpo da guidare è quindi un corpo vivo, diverso dal guidare un altro oggetto come per esempio un omino dei lego, una barbie, un robot o qualsiasi altro personaggio in miniatura.

  • Controllo del proprio corpo

Chi guida ha il controllo del proprio corpo e di quello dell’altro. L’altro deve sapere seguire con il proprio corpo le indicazioni del compagno e saper controllare ogni singola parte durante il movimento.  I movimenti sono fini e piccoli, in questo modo imparano a diventare consapevoli di ogni singola parte dello strumento che hanno a disposizione, il corpo.

        

  • Relazione tra il proprio corpo e quello dell’altro:

Avviene una connessione del corpo e della  mente, una sintonizzazione che permette di:

Ascoltare l’altro: la condizione dell’ascolto permette di capire cosa l’altro comunica attraverso un linguaggio non verbale. L’essere umano e soprattutto il bambino è dotato di tanti linguaggi (verbali e non verbali) che gli permettono di entrare in comunicazione con il mondo esterno e  di conoscerlo esprimendo il proprio essere attraverso più modi possibili.

Guidare l’altro : chi guida ha il potere di far fare all’altro quello che vuole. Esso può scegliere se fare del bene o del male, se far divertire, arrabbiare, rattristare il proprio compagno. Attraverso questo esercizio il guidatore diventa più consapevole delle sue possibilità ed è proprio  la  consapevolezza di avere una responsabilità  così grande che aiuta a imparare a scegliere verso ciò che si crede più giusto.

Fidarsi dell’altro:  Chi viene guidato impara quindi a fidarsi dell’altro, credere che il proprio compagno possa solo divertirlo e farlo ridere per  le cose buffe che gli fa fare. C’è sempre un po’ di paura nell’affidarsi all’altro ma attraverso un contesto ludico può essere superata.

È importante che queste qualità possano essere esercitate e acquisite perché possano essere utilizzate anche nel karate, luogo di controllo, attenzione e espressione.

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